Commissione Pari Opportunità
della Provincia di Vibo Valentia
Via Cesare Pavese, 89900 Vibo Valentia
Tel e fax 0963/547824
email: commpariopportunitavv@virgilio.it
La Commissione
Dott.ssa Concetta D’Amico (presidente)
Dott.ssa Vincenzina Percivalle (vice presidente)
Dott.ssa Teresa Blandino
Avv. Sabrina Caglioti
Dott.ssa Domenica Ceniti
Avv. Angela Di Rienzo
Avv. Maria Teresa Luciano
Dott.ssa Caterina Macrì
Arch. Romania Mazzitelli
Dott.ssa Maria Salvia (assessore provinciale)
Dott.sa Concettina Schiariti
Dott.ssa Vittoria Toscano
Segretaria Serafina Antonella La Gamba antonellalagamba@virgilio.it
Linee guida del programma operativo 2009/2013
della Commissione Pari Opportunità
Uguaglianza, inclusione, accettazione, rispetto, informazione, formazione, opportunità, costituiscono il corpus fondante delle Commissioni Pari Opportunità.
L’art. 3 della Carta Costituzionale al primo comma sancisce che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali dinanzi la legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
Lo Stato, quindi, deve intervenire per “….rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese….”.
Ciò significa che ”eguaglianza delle opportunità” non deve essere un principio formale cui ispirarsi, ma il compito fondamentale della nostra Repubblica: all’eguaglianza formale deve seguire un’eguaglianza sostanziale.
Se è questo il compito fondamentale dello Stato, allora le “Commissione Pari Opportunità” dovrebbero avere un ruolo centrale nel coordinamento di ogni azione sociale, economica e politica di tutte le Istituzioni locali, nazionali e sovranazionali….
In un mondo dove, da sempre, regna la discriminazione e il razzismo, l’aggressività distruttiva….dove fa notizia molto di più il male che il bene…ovunque esistono persone che fanno gruppo per tentare di promuovere lo sviluppo della pace, la coesistenza civile, il predominio delle zone di luce su quelle d’ombra.
L’esperienza della vita di gruppo dà la consapevolezza di aver partecipato tutti insieme a una storia comune e la funzione del gruppo è quella di lenire le ansie depressive con il meccanismo del ricordo consapevole di problemi già risolti oltreché quella di mantenere la memoria del percorso tracciato dalle persone che prima di noi si sono avviate in cammino: esse fungono da modelli ideali che consentono di fondare i progetti successivi perché una memoria condivisa risulta sempre più efficace.
E’ proprio nell’evolversi della storia comune, ponte tra individuo e cultura, che è possibile sperimentare nuove modalità di espressione e di comunicazione per creare, gradatamente, un atteggiamento di apertura.
Il gruppo funziona come strumento di formazione per un modo di pensare libero da ogni pregiudizio accettando e valorizzando le differenze individuali nella consapevolezza di potere, comunque, realizzare un percorso comune ed una solida base per un uso costruttivo della tolleranza ed, in questa prospettiva, realizzare un vivere comune, libero da pregiudizi.
Una tolleranza che non va intesa come frutto di un’astratta scelta ideologica bensì il risultato di un’esperienza partecipata e da non confondere con la tolleranza passiva e/o il lassismo morale che portano ad una ipocrita accondiscendenza e ad un appiattimento dei valori.
In realtà, lì’obiettivo è la ricerca di una partecipazione attiva diretta ad una comprensione del mondo reale alimentata da cautela dei giudizi, da intelligente atteggiamento critico e, perciò, da amore per la vita.
In tutto ciò c’è la risposta al “….da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo…..”.
Interrogativi che da sempre il genere umano si è posto per dare un significato alla sua esistenza e dalle risposte che ognuno elabora nasce la spinta propulsiva e l’energia interiore necessarie per ogni prospettiva soggettiva da cui la persona umana trova lo spunto per la costruzione del proprio progetto di vita durante il suo percorso esistenziale.
Queste premesse risultano indispensabili per chiarire l’intento e la ragione di qualsivoglia Istituzione che si occupi di promuovere le Pari Opportunità e, Noi, come Commissione della Provincia di Vibo Valentia, vogliamo provare, pertanto, a dare un contributo nei diversi ambiti in cui si presentano le varie forme di discriminazione attribuibili a fattori interni e/o esterni perché, infatti, lo scopo ultimo non può e non deve essere interpretato in senso riduttivo quasi che le iniziative debbano essere rivolte, soltanto, in favore della sola categoria della donna, seppure in senso lato.
Il campo d’azione deve essere allargato a tutte quelle situazioni dove è evidente la disparità pur nella consapevolezza che non è possibile realizzare in tempi brevi stravolgimenti miracolistici nell’assetto sociale contemporaneo ma nel convincimento che, provando a modificare anche un singolo elemento del sistema, tutto il sistema cui quell’elemento è collegato subirà degli aggiustamenti e, con ciò, anche i sistemi limitrofi ne verranno influenzati.
In questa ottica, diventa prioritario individuare alcuni elementi centrali per avviare un processo riformistico senza immaginare di dovere o potere stravolgere, in un batti-baleno, i sistemi tradizionali che prevalgono e sono radicati nella società post-industriale in cui viviamo: l’intervento dovrà avere non utopistiche e lontane pretese, bensì partire dal basso ed agire in ambiti specifici, previamente individuati come basilari al fine di promuovere un cambiamento a partire dai settori che presentano le problematiche più evidenti.
Il programma operativo della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Vibo Valentia parte da questa ricerca per andare ad individuare in ognuno dei sistemi di attenzione ciò che risulta prioritario e centrale.
Per quanto riguarda il Sistema Donna sono stati individuati come elementi centrali:
- l’inserimento del mondo del lavoro.
- il necessario supporto alle donne lavoratrici.
- l’identificazione di un ruolo bilanciato all’interno del sistema famiglia.
- il contrasto della cultura della sopraffazione.
- la promozione di una maggiore partecipazione alle attività politico amministrative.
E per ognuno di questi elementi si sono ipotizzate possibili azioni positive:
- iniziative volte a facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, una puntuale informazione sulle possibilità di nuove forme di imprenditoria femminile, una formazione adeguata volta a realizzare consapevolezza e/o potenziamento di specifiche abilità.
- azioni di stimolo e supporto alla realizzazione di nuovi asili nido, informazione e formazione sui diritti-doveri nel mondo del lavoro, incremento di forme di “banche di tempo” interne ai luoghi di lavoro.
- la sensibilizzazione sull’importanza del ruolo del padre e la genitorialità condivisa, il riconoscimento della necessaria interscambiabilità dei ruoli, la distribuzione e armonizzazione delle specifiche responsabilità.
- iniziative volte all’approfondimento della conoscenza del fenomeno della violenza sulle donne, la promozione di centri di ascolto e centri di accoglienza per donne vittime di violenza, interventi sulla famiglia per favorire la cultura del rispetto.
- riflessioni sui tempi e luoghi della politica nel rispetto delle esigenze femminili, la ricerca di opportunità, lo stimolo alla istituzione delle Commissioni Pari Opportunità nei Comuni della Provincia, all’interno degli Ordini professionali ed in ogni altra istituzione rappresentativa di categorie specifiche.
Per quanto attiene il Sistema Diversamente-abili, sono stati individuati come elementi centrali:
- le strategie di inclusione sociale.
- il contrasto della cultura dell’emarginazione.
- l’inserimento nel mondo del lavoro.
E per ognuno di questi elementi sono ipotizzate possibili azioni positive:
- la necessità di luoghi di integrazione, e l’ individuazione delle specifiche abilità per favorirne il potenziamento.
- la promozione della cultura della tolleranza.
- corsi di formazione sulle specifiche abilità, e rapporti con il sistema produttivo per la promozione dell’inserimento del mondo del lavoro;
Per il Sistema Immigrati, sono stati individuati come elementi centrali:
- Il sostegno alla cultura dell’integrazione.
- La promozione della conoscenza del sistema sociale italiano, e dei i relativi diritti e doveri.
- La formazione professionale.
E le possibili azioni positive sono:
- corsi di lingua italiana, e l’istituzione di un sostegno scolastico integrativo.
- L’educazione alla cittadinanza.
- Corsi di formazione per l’assistenza agli anziani, per operatori addetti all’infanzia e per apprendistato di attività artigianali.
Per quanto riguarda il Sistema Anziani sono stati individuati come elementi centrali:
- Il mantenimento della partecipazione attiva alla vita sociale.
- Il progressivo adattamento alle limitazioni con l’accettazione delle perdite ed il recupero di altre aree di espansione della personalità.
Le azioni positive consisteranno:
- nel favorire la partecipazione attiva mediante il coinvolgimento diretto in spazi e luoghi dedicati
- nel coinvolgimento in attività di volontariato
- nello sviluppo di competenze attraverso specifici corsi di formazione (informatica od anche altri oggetti d’interesse)
- nella possibilità di accesso ad attività ludico-ricreative
- nella organizzazione di vacanze in comune con altre categorie sociali
Il Sistema Minori individua quali elementi centrali:
- la promozione dell’alfabetizzazione effettiva
- lo stimolo ai momenti di socializzazione
- la sensibilizzazione alla cultura delle pari opportunità
e tali iniziative verranno realizzate mediante
- occasioni di incontro periodico
- laboratori esperienziali sull’educazione emotiva
- iniziative ludico-formative
- la promozione di una sufficiente sensibilizzazione nei confronti della cultura della solidarietà, dell’accettazione delle diversità, nonché della pari opportunità.
Alla luce della analisi dei bisogni e di un primo esame sommario delle realtà esistenti nella provincia di Vibo Valentia, il piano delle attività della nostra Commissione, per il 2009, prevede una serie di iniziative volte ad avviare un programma che vede in primo piano:
- la promozione dell’istituzione di commissioni delle pari opportunità in comuni del territorio provinciale
- un progetto di integrazione al lavoro di soggetti adulti diversamente-abili: “Abilmente in cucina”
- un corso di formazione per l’assistenza agli anziani rivolto agli immigrati
- la organizzazione di vacanze-studio di gruppo per l’acquisizione di conoscenze di elementi di informatica rivolto ad anziani
- il raccordo con le associazioni di genitori, associazioni scout, centri di aggregazione giovanili ecc. per la organizzazione di percorsi formativi sull’alfabetizzazione emotiva.
Titti d’Amico
Presidente Commissione per le Pari Opportunità
della Provincia di Vibo Valentia
